Inventiamo nuovi capitoli

Come far vincere il piacere della connessione sulla paura del giudizio, delle delusioni?

E’ semplice, in realtà: non facile.

E per ognuno è ovviamente diverso, l’antidoto alla loneliness depressiva. Interroga la tua solitudine, la tua storia.

Cerca indizi, come in una caccia al tesoro. Il tesoro c’è davvero.

L’atteggiamento con cui cerchiamo amici, vie d’uscita, nuovi capitoli, è importante tanto quanto il comportamento visibile: occore essere autentici, ed è sempre un rischiare, essere “semplicemente umani”. Non serve la perfezione drogata e stressante che richiediamo a volte a noi stessi, che la società sembra chiederci e proporci. Il coraggio dell’imperfezione è una porta verso l’intensità della vita, in cui anche l’imperfezione degli altri può venir perdonata o addirittura amata.

E’ importante dar valore alle relazioni, non sono un aspetto marginale, sono parte di noi.

Piccoli gesti di gentilezza casuale, aperture a sorpresa senza nessuna pretesa se non di un lampo di empatia nel presente. Ma anche coltivare con pazienza le relazioni più stabili; non basta una vita per imparare a voler bene, a comunicare, a creare un’intimità profonda che non spaventi…ma cosa c’è di più importante?

La comunicazione verbale e quella non verbale sono gli strumenti dell’arte dell’incontro, del contatto, della negoziazione di distanze e vicinanza. Bisogna imparare a usarle sempre meglio, in modo consapevole, non solo istintivo.

L’attenzione per gli altri presuppone affettuosa curiosità, capacità di capire anzichè giudicare, focalizzazione sugli aspetti migliori di ciascuno (in mancanza di persone perfette, è una pratica utile).

La solitudine felice, saper star bene in propria esclusiva compagnia, è un altro presupposto fondamentale. Sentirsi bene da soli, sapersi prendere cura affettuosamente del proprio benessere aiuta a creare una base sicura da cui avvicinarsi  agli altri senza troppe pretese, senza il rischio di dipendenza.

Le relazioni sane ci fanno sentire bene, e sono in realtà un aspetto molto naturale della vita di ognuno, ma talvolta nella storia soggettiva o nel periodo storico si creano degli ostacoli che bloccano il flusso libero dei rapporti con gli altri. Basterebbe rimuovere questi pietroni. E’ un’epoca di scarsa valorizzazione dei valori umani, di città e ritmi di vita che ignorano o addirittura uccidono la socializzazione e il senso di comunità.

Sarebbe bello condividere esperienze e idee su come ritrovare un cielo terso dietro ai nuvoloni. Fare un brainstorming (una tempesta di cervelli…) collettivo su questo argomento, provare ad inventare nuovi capitoli, a fare esperimenti.

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