Un tuffo nel mare dentro di noi

L’invito è ad allenarci a portare l’attenzione sul nostro mondo interiore, per imparare a immergerci in esso, a osservare le onde che lo agitano,  e la pace che lo pervade se andiamo più in profondità.

La mindsight, un neologismo che significa letteralmente vista  sulla mente, è attenzione focalizzata sul funzionamento della mente o, metaforicamente, la capacità di solcare i mari interiori.

E’ il nostro settimo senso. Tutti ne siamo forniti alla nascita, ma non tutti lo sviluppiamo a sufficienza nel corso della vita. Esperienze precoci di sintonia e attaccamento sicuro facilitano lo sviluppo di una solida mindsight, mentre un rapporto ansiogeno con un genitore distratto o non sincronizzato rende poco percorribile l’abitudine alla consapevolezza interna. Che è come una lente cristallina, aperta e obiettiva, sul nostro vissuto fatto di pensieri, sensazioni, emozioni, e su quello degli altri. Se la lente distorce la percezione, o offre una visuale discontinua e ridotta, finiamo col venire sopraffatti dal nostro mondo interno che ci appare incomprensibile e a volte ingestibile.

Possiamo apprendere come rinforzare questo settimo senso, a qualsiasi età. Focalizzare l’attenzione è come dirigere un raggio laser su un oggetto. Sappiamo farlo: ad esempio proviamo a spostare la nostra attenzione sul piede destro. Analogamente, possiamo farlo su un pensiero, e infine sul raggio laser stesso.

Esplorare l’essenza soggettiva di chi noi siamo è la chiave per migliorare la nostra relazione con noi stessi e con gli altri. C’è un correlato fisico, neuronale, che corrisponde alla pratica della mindsight. L‘attenzione diretta in modo ripetuto alla mente sviluppa la materia bianca, cioè una maggiore mielinizzazione, che consente una più rapida trasmissione degli impulsi nervosi.

L’affidamento inconsapevole al pilota automatico al contrario indebolisce la connessione con la corteccia prefrontale, definita suggestivamente come quarto cervello, o cervello delfino, deputato al controllo degli impulsi e al potere personale. La plasticità neuronale, cioè la modifica del numero delle cellule nervose e delle connessioni sinaptiche è possibile a tutte le età. A promuoverla sono essenzialmente l’attività emotiva, la novità, l’esercizio aerobico, e naturalmente l’attenzione focalizzata. La mindsight consiste dunque di monitoraggio e modificazione delle connessioni neuronali cerebrali. È il braccio operativo della mindfulness, la meditazione di consapevolezza. Ha obiettivi riparativi, non solo conoscitivi e spirituali. È un modo per sintonizzarsi con se stessi per integrare le diverse parti del proprio cervello e i vari strati di soggettività. 

La Mindsight è la capacità di monitorare e trasformare il nostro mondo interno. E’ un termine proposto da Daniel Siegel, direttore del Mindsight Institute a Los Angeles, neuroscienziato, terapeuta e autore di numerosi saggi.

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